Versi del Prof. Antonio Arpini - Cattedra di Audiologia dell’Università degli Studi di Milano - scritti pensando a cosa potrebbe dire un nonno od una nonna al proprio nipote

ASCOLTA
Prestami ragazzo il tuo udito,
io ti regalo la saggezza.
Ti è stata donata la furbizia dell'orecchio,
ma non il cuore per la verità.
Impara a distinguere che sentire
non è comprendere,
comprendere non è apprendere
e ancora diverso è amare.
Salva ragazzo il tuo udito,
scopri il silenzio del paesaggio e del cuore,
cammina con me per la manutenzione della vita:
da vecchio sarai più saggio di me.


Dal rumore al silenzio: ecologia del paesaggio sonoro
Prof. Antonio Arpini, Cattedra di Audiologia - Università degli Studi di Milano
Nel prossimo futuro la riduzione dei fattori che concorrono alla creazione dello "stress" nella società contemporanea, dovrà diventare una delle priorità da prendere in particolare considerazione per il miglioramento della "qualità della vita" intesa come stato di benessere psicofisico e di salute.
In tal senso tra i tanti episodi quotidiani di inquinamento a cui siamo sottoposti, quelli che fanno capo al "rumore" o inquinamento acustico sono stati oggetto fino a qualche anno fa di un'attenzione superficiale, caratterizzando così il paesaggio sonoro in cui viviamo, non più compatibile con la normale fisiologia dell'organismo.
Il rumore, inteso come disturbo della quiete, è sempre esistito ma solo con la nostra civiltà ad alta tecnologia ha assunto un ruolo di agente inquinante. L'eccesso di rumore causato dal traffico veicolare, aereo e da altre forme come la musica e il divertimento accelera la senescenza uditiva e può distruggere in modo irreversibile le strutture nervose del nostro orecchio.
Oltre che sull'apparato uditivo, il rumore agisce anche sul sistema neurovegetativo, sulla psiche, sul comportamento e sulla comunicazione verboacustica. La dimensione del problema sta assumendo un'entità preoccupante in quanto l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che al momdo sono più di 150 milioni le persone esposte a livello di rischio salute; il 20% della popolazione europea (80 milioni circa) è esposta a livelli di rumore superiore a quelli stabiliti dall'OMS ovvero 65 dB di giorno e 55 dB la notte, mentre in Italia il 72% della popolazione è esposta a livelli di rischio, in particolare gli abitanti delle grandi città, fra cui Milano.
Tra le sorgenti rumorose più ricorrenti in una città come Milano si stima per il 56% il traffico stradale, per il 6% il traffico ferroviario, per il 5% il traffico aereo e per il 33% il rumore proveniente dagli insediamenti lavorativi e del tempo libero.
Le cause di tutto questo sono da ricercare nello sviluppo non programmato del traffico veicolare, degli insediamenti industriali in zone residenziali, dello sproporzionato rumore durante il tempo libero e dal comportamento individuale chiassoso.
Di fronte a tale situazione, l'inquinamento acustico oggi ha raggiunto, come altri agenti inquinanti, la soglia di rischio. Purtroppo non vi sono efficaci rimedi alla sordità da rumore e agli effetti extrauditivi, quindi è necessario e urgente intervenire con l'informazione perché si sviluppi una cultura del "buon ascolto" a tutela del paesaggio sonoro. Parallelamente vanno attivate opere di prevenzione, di intervento e una legislazione più mirata al fine di contenere il fenomeno rumore che è ormai incontrollato.
La presa di coscienza di questo inquinante passa anche attraverso esperienze che consentino la scoperta del silenzio bene comune da conservare.
A tale proposito riferirò di studi e ricerche del Paesaggio Sonoro in ambienti naturali da me studiati come le oasi, i parchi nazionali e il deserto Giordano dove vivono popolazioni lontano dai rumori.
Esigere un ambiente non inquinato per una vita sana è nostro diritto, rispettare l'ambiente è nostro dovere.
Non facciamo rumore.
Tratto dal sito www.festivalbiodiversita.it/public/Evento_13/Evento_Incontri_126_File1.pdf